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Sherlock Holmes and the Internet of Things

  • 10 aprile 2017

Studiare, sperimentare e proporre progetti di transmedia storytelling, una forma di narrazione che utilizza molteplici piattaforme e formati per offrire esperienze immersive: questo il cuore dell’attività di Crossmedia Factory. Cosa può succedere se si prova a inserire gli smart objects nel tessuto narrativo di una storia? Quali rivoluzionari modi di narrare possono crearsi? Può l’Internet of Things proporre, attraverso nuovi tipi di oggetti, una fruizione più immediata e istintiva all’utente?

Il team di Crossmedia Factory nasce con un progetto ambizioso e creativo, capace di andare ben oltre la scrittura di una storia e di trasportare gli utenti in un viaggio alla scoperta di un universo narrativo espanso, in cui si generano vere e proprie esperienze cross e transmediali, che intrecciano lo spazio virtuale e quello reale. Blog, siti web, podcast, social media, eventi live: l’utente è invitato a speciali eventi che mediante la tecnologia lo faranno addentrare nella storia, cui contribuirà in prima persona, con la divertente opportunità di esplorarla, ampliarla e plasmarla.

Nasce così il progetto di lancio Sherlock Holmes & the Internet of Things, un disegno sperimentale lanciato dal Digital Storytelling Lab della Columbia University che ha coinvolto oltre 60 paesi e 1000 collaboratori. Crossmedia factory ha portato questa esperienza a Torino, dando vita a un vero e proprio “immersive storytelling game”. Parole d’ordine? Creatività, coinvolgimento emotivo e intrattenimento. Sherlock Holmes & the Internet of Things è stato diretto da Lance Weiler, storyteller esperto di sperimentazioni transmediali, sceneggiatore, regista di film indipendenti, docente della Columbia University.

Oltre 248 partecipanti provenienti da tutto il mondo, storyteller, designer, maker, hacker hanno reinventato il mondo di Sherlock Holmes creando nuovi immaginari, nuove esperienze e trasformando semplici oggetti, contenuti nelle storie, in enchanted objects: la poltrona preferita di Sherlock, la lente d’ingrandimento, una botola segreta, un paio di occhiali, una valigetta nera, un ombrello dimenticato sono diventati potenziali smart object su cui costruire delle connessioni e dare vita a un nuovo livello di narrazione.