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Come nasce un Barbaluf?

Vezza d'Oglio ha partecipato a Wall in Art 2016 offrendo i muri della Casa del Parco dell'Adamello a Ozmo e al suo imponente orso predatore.

  • 12 ottobre 2016

In barba all’orso che ha lasciato le sue spaventose impronte a Vezza d’Oglio e nei paraggi dei comuni circostanti, la Casa del Parco dell’Adamello ha accolto le tracce di un altro predatore, altrettanto imponente ma innocuo: il Barbaluf di Ozmo, la maestosa sagoma di un orso che per effetto di un artificio visivo sembra muoversi verso l’osservatore.

Il noto street artist italiano ha scelto per la seconda edizione di Wall in Art figure molto care al patrimonio mitologico del territorio – l’uomo selvatico, San Glisente e l’orso, Sant’Onofrio – per dialogare con i suoi abitanti: la storia incontra la contemporaneità e la interroga sull’immaginario collettivo del luogo e sul rapporto tra uomo e natura.