Arte e Cultura per leggere e reinventare la realtà

I nostri progetti
Fondazione Cariplo, settore Arte e Cultura
Innovazione Culturale

L’Oasi del Piccolo Lettore: l’impresa pensata per crescere e diventare “il luogo che ogni bambino sogna”. Intervista a Patrizia Nappi, founder e libraia.

"Fare innovazione culturale è una grossa sfida. Non cambieremo da soli le tendenze del mercato, ma vorremmo provare a modificare la percezione e la fruizione del libro da parte soprattutto di giovani e giovanissimi"

  • 03 novembre 2016

Un’associazione culturale, Zero Zero, una biblioteca dei piccoli autogestita, diversi progetti di inclusione sociale, intercultura, diffusione della lettura. Cosa accomuna queste iniziative?

L’Associazione culturale Zero Zero è attiva dal 2008 nella promozione del libro, della lettura, della cultura. In questi anni ha prodotto decine di eventi culturali, rivolti soprattutto ai giovanissimi. Attraverso dibattiti, presentazioni, incontri, serate musicali e di poesia abbiamo coinvolto moltissimi ragazzi e ragazze e contribuito a promuovere nuove forme culturali nate nella metropoli: dal poetry slam, alla Translation Slam alla poesia di strada…

Organizziamo bookshop temporanei in occasione di eventi e festival, come per esempio al Milano Film Festival, con l’obiettivo di portare i libri sotto il naso di quei giovani che in libreria (per tanti motivi) non metterebbero piede.

Nel territorio di Chiusi, in Toscana, accogliamo scrittori rifugiati in collaborazione con Icorn (International Cities of Refuge Network), un progetto internazionale che offre riparo a giornalisti, scrittori e uomini di cultura perseguitati nei loro paesi per le idee che esprimono o per i libri che hanno scritto. In collaborazione con altre associazioni di Milano organizziamo attività di intercultura e contrasto al razzismo. Per esempio con l’Aps Yard partecipiamo al network europeo di United e promuoviamo Araxè, laboratori nelle scuole di educazione alle differenze attraverso la non formal education.

Che cos’è l’Oasi del piccolo lettore e come è nata?

L’Oasi del Piccolo Lettore è un progetto di promozione del libro e della lettura pensato per i più piccoli, da 0 anni in su. In Italia circa il 60% della popolazione non ha letto nemmeno un libro nel corso di tutto il 2015; con l’Oasi siamo partiti dalla certezza che un bambino che legge sarà un lettore anche da adulto. Recuperare il “gap” dei ragazzi e degli adulti non lettori è impresa ben più ardua che far leggere i bambini: curiosità, entusiasmo, voglia di divertirsi ma anche di affrontare sfide “faticose” come la lettura, sono caratteristiche che incontriamo sempre nei bambini. L’Oasi del Piccolo Lettore nasce quindi come progetto sociale di promozione della lettura che punta a coinvolgere non solo i bambini che già leggono (perché hanno dei libri in casa, perché i genitori sono attenti lettori ecc.) ma anche quelli che per motivi sociali o culturali non vengono avvicinati fin da subito alla lettura.

Grazie al bando di Funder35 abbiamo attivato una biblioteca con oltre 100 titoli in consultazione gratuita presso Cascina Cuccagna; organizziamo eventi in diversi luoghi della città (tra cui Mare culturale urbano, una bellissima cascina ricca di progetti in zona San Siro), organizziamo letture gratuite e laboratori.

Attraverso il tour in quartiere vogliamo portare i libri e le letture in luoghi non deputati tradizionalmente a ciò, come i parchi, le sale d’attesa dei pediatri. Abbiamo organizzato un festival, Cuccagna favolosa, e partecipato al primo festival diffuso per bambini che ha avuto luogo a ottobre a Milano in 19 librerie indipendenti (“Hai visto un re?”).

Organizziamo bookshop perché attraverso la vendita dei libri puntiamo a rendere il progetto sostenibile economicamente al termine del finanziamento di Funder35. Anche la formazione dei librai è una parte importante del progetto, per imparare a muoversi nel vasto mondo editoriale italiano, per imparare come librai a scegliere i libri giusti e quindi proporre ai bambini dei prodotti di altissima qualità. In questo nostro percorso abbiamo incontrato decine di editori validi e appassionati, come Babalibri, uovonero, Topipittori, Terre di Mezzo, Valentina edizioni e tanti altri. Abbiamo scovato dei piccoli tesori come I libri di Camilla, pensati per bambini con disabilità, i libri ad Alta Leggibilità, per ragazzi dislessici e non; abbiamo scoperto albi illustrati di grande sensibilità che parlano ai bambini di temi che spesso gli adulti stessi fanno fatica a comprendere: la famiglia (Piccolo uovo), il razzismo (I cinque malfatti), la solidarietà (Una ricetta miracolosa), le emozioni (Che rabbia!), ma anche la disabilità (Il pentolino di Antonino) e l’autismo (Il mondo è anche di Tobias). I libri sono uno strumento potentissimo di comprensione e inclusione (e costano pochissimo!) che permette di raccontare le cose più difficili nel modo più semplice.

Che tipo di risposta avete dai lettori?

I bambini sono eccezionali: possono stare ad ascoltare una lettura per ore! All’inizio eravamo preoccupati della “noia” che poteva sopraggiungere dopo il secondo o il terzo libro. Invece i bambini molto piccoli amano sentire rileggere lo stesso libro anche 20 volte e ai più grandi lasciamo la libertà di girare per gli scaffali e sceglierne altri. No, i bambini non si stancano mai di leggere, l’abbiamo imparato a spese delle nostre corde vocali!

Anche i genitori sono molto partecipi e attenti alle attività che proponiamo. A volte c’è un po’ di ansia performativa durante i laboratori perciò preferiamo lasciare più spazio alla lettura e al libro rispetto all’attività manuale. Sia perché il nostro protagonista è il libro, sia perché vorremmo che quello che abbiamo letto sedimentasse lentamente in ogni bambino, con i suoi modi e i suoi tempi, senza dover “produrre” un output immediato.

Alcuni editori ci hanno donato dei libri e diverse associazioni ci offrono spazi in cambio delle nostre attività in un’ottica di riconoscimento reciproco di valore.

Siete tra i 30 team selezionati per la terza edizione di IC con un progetto che propone un modello di catering applicato alla lettura. In un mondo in cui è sempre più difficile diffondere la lettura, la tua associazione scommette sull’inatteso e sorprende il lettore facendogli trovare libri in luoghi inaspettati. Come funziona Bookatering? A chi è rivolto?

Bookatering vorrebbe andare a strutturare l’attività di temporary bookshop che abbiamo imparato a organizzare in questi anni in maniera più o meno continuativa.

Non vogliamo solo portare libri in luoghi diversi dalla libreria tradizionale, ma anche far diventare il momento di acquisto una vera e propria “esperienza” per il lettore.

Un buon assortimento è fatto di molti libri tra cui poter scegliere quello giusto, portato nel posto giusto anche in un momento in cui non ti aspetteresti di trovarlo. Far “inciampare” il potenziale lettore nel libro che non si aspetta di trovare; siamo certi che poi ci ringrazierà!

Con questi presupposti Bookatering si rivolge agli organizzatori di eventi culturali e festival che vogliono arricchire la loro validità culturale con la presenza di un bookshop temporaneo (in ogni festival che si rispetti ci sono salamelle e birre, ma pochissimi i libri! Questo anche perché è difficile trovare una libreria tradizionale che abbia tempo, energie e risorse per dedicarsi anche ai festival). Bookatering può offrire assortimenti di libri anche ad altre associazioni, ad enti pubblici, nonché ad imprese private. Vogliamo sostenere le biblioteche aziendali, la formazione permanente dei dipendenti di imprese attente, fino a portare i libri a domicilio per feste, matrimoni, eventi.

Uno dei campi d’azione di Zero Zero è la diffusione della lettura in contesti caratterizzati da una numerosa presenza di bambini stranieri. Ci racconti un’esperienza significativa di intreccio tra intercultura e lettura?

Lo scorso settembre è uscito l’ultimo libro di Harry Potter. Noi abbiamo approfittato di una festa organizzata dall’associazione Banda dei Pirati, con cui collaboriamo da tanti anni, in Piazza Selinunte per l’inizio dell’anno scolastico con alcune classi della scuola di Paravia nell’ambito del progetto “A Scuola di Intercultura”. Il Paravia ha un’altissima percentuale di bimbi stranieri (più del 90%). Piazza Selinunte è il centro di un quartiere di edilizia popolare; la maggior parte degli abitanti sono migranti (spesso di seconda generazione). Abbiamo presentato Harry Potter con un laboratorio di Magia Oscura: abbiamo spiegato la chimica ai bambini! Con alcuni semplici esperimenti con limone e bicarbonato e un po’ di scenografia (abbiamo realizzato degli occhialini da Harry Potter con del cartoncino e li abbiamo dati a tutti per osservare meglio le magie/esperimenti), siamo riusciti a fare lezione di scienze, attraverso un romanzo, a circa 30 bambini provenienti da ogni parte del mondo.

Che cosa vuol dire per te fare innovazione in un’epoca in cui la crisi del settore editoriale è sempre più forte?

Dal 1455 con l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg a oggi il libro ha subito tante trasformazioni, ma rimane uno strumento insostituibile per veicolare la cultura. La crisi del mercato editoriale è una crisi strutturale, non riguarda solo il libro, anzi l’editoria non sta peggio di altri settori.

Dietro al lento e costante stillicidio dei lettori in Italia c’è sicuramente un mercato editoriale allo sbaraglio, ma si aggiungono l’incapacità di uscire da dinamiche culturali ed economiche vecchie e stantie. Quando Giangiacomo Feltrinelli ha rivoluzionato il modo di fare libreria in Italia, superando la vecchia concezione che prevedeva un bancone frontale in cui un cliente (che poteva essere solo un lettore colto) chiedeva al commesso il libro, ha permesso all’operaio di accedere alla lettura senza vergognarsi della propria ignoranza, anzi facendo di quella la leva per migliorarsi ed emanciparsi. Feltrinelli non ha compiuto semplicemente un’operazione commerciale o di audience development: aveva un progetto, quello dell’istruzione delle masse, e ha trovato le strategie per raggiungere il suo obiettivo.

Fare innovazione culturale è una grossa sfida. Non cambieremo da soli le tendenze del mercato, ma vorremmo provare a cambiare la percezione e la fruizione del libro da parte soprattutto di giovani e giovanissimi.