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(M)AI e lo straordinario patrimonio rivelato

“L’utilizzo del multimediale in campo storico artistico può essere straordinario e ricco di sviluppi imprevisti.” (Emanuela Daffra, Direttore Accademia di Carrara, Bergamo)

  • 08 marzo 2017

Lo straordinario e l’imprevisto hanno accompagnato Milano Augmented Identity a partire dalla storia che nel 2011 ha portato alla luce un patrimonio artistico inestimabile e oggi ne rappresenta la prima fonte di ispirazione: in una soffitta privata del Palazzo Arcivescovile di Milano un canale di gronda ostruito causava una perdita d’acqua sul muro. Ciò che è emerso andando ad aggiustare il danno è stato sorprendente: la traccia di un ciclo di affreschi risalente al 300 visconteo, la cui riscoperta era iniziata in realtà, tra avanzamenti e battute d’arresto, già alla fine dell’800.

Da allora molteplici attori sono stati coinvolti nel restauro artistico e nella condivisione di un patrimonio fondamentale per la città di Milano, capace di testimoniarne l’identità e la grandezza storica: la Soprintendenza e l’Arcidiocesi (proprietaria dell’immobile dove sono stati reperiti gli affreschi) che hanno cercato di reperire i fondi per il restauro, i tecnici e i geometri che hanno seguito il rilievo delle superfici decorate ricostruendo il disegno degli ampi saloni in cui erano originariamente collocate, i restauratori che si sono occupati dell’intervento urgente iniziale finalizzato a preservare le opere e dello studio successivo più mirato per la loro valorizzazione, il gruppo di ricerca dell’Università di Losanna guidato da Serena Romano con un finanziamento per studiare il 300 visconteo.

Una ricca trama di relazioni che ha dato vita nel tempo a un cammino orientato, da un lato, a reperire le risorse economiche necessarie per il restauro degli affreschi e, dall’altro, a restituire e raccontare alla città e a un pubblico internazionale l’inestimabile patrimonio artistico emerso.

Conservare e raccontare: questa la duplice spinta da cui è nata Milano Augmented Identity (M)AI, la piattaforma per la fruizione digitale sviluppata da City Innovation Lab dell’Alta Scuola Impresa e Società (Altis) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, insieme al Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’arte, in collaborazione con lo spin-off del Politecnico di Milano Thingk. Realizzata dall’Università Cattolica grazie al sostegno della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Milano e al finanziamento di Fondazione Cariplo e Fondazione Intesa Sanpaolo, è una piattaforma digitale che integra audiovisivo, elementi infografici, diversi livelli di contenuto e la possibilità di esplorare e organizzare i contenuti secondo i bisogni di ogni singolo utente.

Il primo obiettivo della piattaforma è rendere visibile a un vasto pubblico di studiosi e appassionati un ciclo di opere artistiche altrimenti destinate, per la loro collocazione, a restare “private” e poco accessibili. Renderlo visibile e rendere possibile un percorso didattico e di approfondimento, perché la piattaforma digitale è strutturata in modo da permettere di visionare attraverso immagini di qualità in alta definzione l’intero ciclo di affreschi svelandone parti ancora non conosciute, grazie all’ausilio della realtà aumentata, ma anche di approfondire la conoscenza del contesto storico, artistico e stilistico di riferimento grazie ai materiali di studio e alle interviste ai personaggi di alto livello che la piattaforma ospita, come Antonella Ranaldi, Carlo Capponi, Emanuela Daffra, Serena Romano e Chiara Marcon.

(M)AI è solo il primo passo: Milano Augmented Identity nasce con l’intento più ampio di suggerire un modello integrato applicabile a diverse realtà, uno strumento digitale che permetta di esplorare nuovi tesori nascosti e di arricchirne la conoscenza, perché la loro scoperta si traduca in patrimonio collettivo e valore reale per l’intera comunità.