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Lettori si cresce, anche con un tweet. Intervista a Pierluigi Vaccaneo, co-fondatore di TWLetteratura

"Avvicinare quante più persone possibili alla lettura sfruttando le caratteristiche dei social network: immediatezza, accesso diretto al contenuto, condivisione."

  • 13 giugno 2016

Qual è l’idea di TwLetteratura?

Avvicinare quante più persone possibili alla lettura in un modo nuovo ovvero sfruttando le caratteristiche dei social network: immediatezza, disintermediazione, accesso diretto al contenuto, condivisione. Proponiamo giochi nei quali cui, per partecipare, occorra leggere; e la gente legge per poter partecipare giocando.

Cosa vuole far succedere? Quale innovazione culturale hai immaginato?

L’Italia è caratterizzata da percentuali di lettori sempre molto basse: riuscire a incrementarle è un grande risultato. La nostra metodologia si sta rivelando inoltre un ottimo metodo per la didattica scolastica: in questo caso, potrebbe diventare un utile aiuto per i docenti e – sul lungo periodo – aiutare a diminuire le percentuali di alunni che abbandonano prematuramente la scuola.

Cosa vuol dire leggere e “ri-scrivere” un testo con il metodo del “social reading” e in che modo questopuò contribuire alla divulgazione di opere di letteratura, arti e cultura?

Riscrivere vuol dire riappropriarsi del contenuto ed esprimere ciò che la lettura ha provocato dentro di noi. Si tratta, naturalmente, di reazioni individuali: davanti a un brano, qualcuno è portato a riassumerlo, qualcun altro a immaginarsi parte della scena e quindi a riscriverlo in prima persona. Questo accade a livello individuale, ma leggere insieme significa anche mettere costantemente in comune i tweet e quindi generare un’interazione potenzialmente infinita tra utenti che non si conoscono. Questo scambio si è rivelato fecondo per scoprire nuove interpretazioni o aspetti di opere letterarie canoniche come, per esempio, I promessi sposi. In sostanza, l’utilizzo di Twitter o betwyll pone il singolo in “primo piano”, e questo – insieme al ridotto spazio a disposizione (140 caratteri) ­– lo stimola a una creatività e a un’analisi mirate ed essenziali, focalizzate sull’aspetto del testo che il singolo preferisce.

Quale può essere l’apporto alla didattica del vostro progetto? In che modo può aiutare i giovani a scoprire la lettura?

I progetti scolastici che abbiamo finora realizzato hanno dimostrato che l’aspetto “leggero”, che gli studenti collegano al gioco proposto, è capace di coinvolgerli maggiormente: proponendo loro strumenti che padroneggiano a livello generazionale, come i social, anche la lettura sembra diventare più appetibile. Questo non significa che l’opera letteraria o l’operazione perdano di “serietà”, ma semplicemente che agli studenti viene fornito un modo diverso di leggere e studiare. Utilizzando le dinamiche comunicative di un social network come strumenti per avvicinare lo studente al libro, si fa cadere la barriera di diffidenza che separa libro e ragazzo e l’opera letteraria si manifesta nella sua grandezza conquistando la curiosità della persona. Inoltre, durante le riscritture solitamente creiamo account Twitter dei personaggi del libro o degli autori: gli studenti si sentono molto gratificati se tali account interagiscono con loro con risposte o retweet. Insomma, mandare un DM a @Manzoni_Ale rende più divertente la lettura i Promessi sposi, ma per rivolgersi a @Manzoni_Ale serve saper scrivere bene e rivolgersi a lui rispettandone il ruolo.

TWletteratura nasce nel 2012 a partire dalla riflessione su tre grandi del Novecento: Italo Calvino, Raymond Queneau e Cesare Pavese. In programma per settembre Pirandello e Primo Levi. Ci racconti un episodio particolarmente significativo o una riflessione legati a uno di questi progetti?

Ricordo un bellissimo tweet, di @isopaci, relativo a #Leucò (la riscrittura dei Dialoghi con Leucò di Pavese): scrisse che, se avessero organizzato una conferenza su Leucò, probabilmente non ci sarebbe andata, mentre per partecipare a #Leucò aveva letto il testo 5 volte. Un altro bellissimo episodio riguarda la mostra dedicata a #Invisibili, la riscrittura delle Città invisibili di Calvino, tenutasi a Milano nel 2014: i tre artisti Alessandro Armando, Francesca Ballarini ed Elena Nuozzi esposero la loro riscrittura pittorica del testo. Altra occasione preziosa sono gli eventi che dal 2014 teniamo al Salone del Libro di Torino, quando possiamo incontrare di persona la nostra comunità e soprattutto gli studenti: sono sempre momenti di condivisione e di entusiasmo.

L’ultima novità di TWletteratura è betwyll, la app per il social reading: come funziona?

Betwyll nasce per rispondere alle esigenze degli utenti di TwLetteratura che hanno già iniziato a partecipare ai nostri giochi su altre piattaforme ovvero su Twitter. E si propone di farlo in due modi: innanzitutto si tratta di un ambiente dedicato, di uno spazio in cui tutti gli altri utenti presenti partecipano alla stessa esperienza (a differenza di Twitter, dove i giochi di TwLetteratura si inseriscono in un ambiente saturo di contenuti diversissimi tra loro e dove chiunque può entrare in contatto con i partecipanti ai nostri giochi); in secondo luogo, betwyll fornirà specifici strumenti dedicati all’attività di TwLetteratura, come la possibilità di leggere il testo nello stesso spazio dove lo si commenta, di lanciare direttamente sull’applicazione le attività di riscrittura e i rispettivi calendari, di commentare specifiche porzioni di testo invece di tutta l’opera.

TWletteratura ha partecipato anche quest’anno al Salone del libro di Torino: quali sono stati gli eventi proposti e che tipo di riscontro avete ricevuto dal pubblico?

Al Salone abbiamo proposto quattro eventi. Giovedì 12 maggio, con “To tweet or not to tweet… Didattica e social network” abbiamo festeggiato la conclusione di #HamleTw – la riscrittura dell’Amleto di Shakespeare – con circa 300 utenti partecipanti, soprattutto studenti, venuti da tutta Italia. Venerdì 13 maggio Paolo Costa ha invece presentato il suo ultimo libro, Il futuro della lettura, dove ha analizzato anche TwLetteratura. Sabato 14 maggio con l’evento “Lettori si cresce, anche con un tweet”, abbiamo riflettuto sulle opportunità che Twitter può offrire per incentivare alla lettura. Infine, lunedì 16 maggio l’evento “#LaTregua: leggere Primo Levi per riflettere sulla crisi dei migranti in Europa” ci ha permesso di presentare il progetto di riscrittura del libro di Levi, che proporremo in autunno insieme alle Case del Quartiere di Torino (con le quali abbiamo vinto il Bando Open della Compagnia di San Paolo) per riflettere sul nostro presente.

Altra tappa importante del 2016 è stata il Digifest di Toronto, festival dedicato all’innovazione digitale e alle tendenze della creatività internazionale. Quale riflessione vi siete portati a casa dal festival?

Il confronto con il mercato straniero, europeo e americano, è per noi molto importante. Portare la nostra esperienza all’estero sarà fondamentale per lo sviluppo della nostra applicazione e la sua diffusione. In questo senso i segnali che ci sono arrivati da Toronto, ma in genere da tutte le trasferte che abbiamo fatto a caccia d’investitori e mercati da aggredire, ci hanno stimolato a proseguire sulla strada tracciata in Italia. Didattica e coinvolgimento di grandi aziende (soprattutto in ambito di comunicazione interna) sembrano essere gli ambiti con maggior potenziale di sviluppo all’estero in ambienti in cui i numeri sono diversi e le disponibilità economiche maggiori. Per questo il prossimo step sarà avere betwyll totalmente in inglese e pronta per il mercato americano, magari universitario.

Avete appena preso parte con gli studenti delle scuole lombarde al Festival LAIV action all’Elfo Puccini, con un laboratorio a tema Calvino. Com’è andata? Quali sono le immagini più significative che vi portate a casa?

È andata molto bene: tantissimi alunni, esperienze diverse, tutti inizialmente impauriti dal nostro “tweet di carta” – con il quale dovevano riscrivere le Città invisibili di Calvino – ma tutti alla fine divertiti nel poter interpretare liberamente il testo. In sostanza, si sono divertiti e hanno apprezzato l’esperimento. Speriamo che tornino a trovarci su bewtyll e giochino a #LaTregua e #MattiaTw – la riscrittura de “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello – con le loro classi.